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Sopravvivi all’episodio 4 di The Raft: la clip mostra le linee tracciate tra i concorrenti [ESCLUSIVA]

Sopravvivi all’episodio 4 di The Raft: la clip mostra le linee tracciate tra i concorrenti [ESCLUSIVA]
Debora

Di Debora

17 Agosto 2023, 18:07


Sommario

  • Il nuovo reality show di Discovery, Survive The Raft, mette alla prova i concorrenti nel collaborare e competere per soldi, permettendo loro anche di prendere dalla squadra o eliminare membri.
  • Il programma esplora la dicotomia tra l’obiettivo iniziale della cooperazione e l’esito desiderato della vittoria.
  • La capacità di abbracciare il disagio, lasciare comunità familiari e adattarsi all’imprevedibilità è una competenza preziosa evidenziata nel programma, insegnando ai concorrenti e agli spettatori una lezione importante.

Le competizioni di reality show sono da tempo un pilastro della televisione americana, ma Discovery Channel ha cercato attraverso la storia globale il concetto del suo reality show più recente: Survive The Raft. Ispirato all’Esperimento di Acali del 1973, Survive the Raft mette nove sconosciuti provenienti da background e credenze diverse a bordo di una zattera chiamata Acali II. Nel corso di ventuno giorni, questi uomini e donne devono collaborare per completare una miriade di sfide che permetteranno loro di vincere soldi come gruppo.

Ma nello spirito della competizione e del capitalismo, Survive The Raft offre anche opportunità ai concorrenti di prendere dalla squadra per dare a se stessi, o eliminare membri della squadra e introdurre nuovi che pensano saranno più adatti alla vittoria. Hanno anche l’opportunità di votare i concorrenti fuori dal team e sostituirli con nuovi giocatori che vengono introdotti durante la competizione. La mentalità della teoria dei giochi è parte di ciò che rende il nuovo show di Discovery un’osservazione affascinante, esplorando come le persone che dovrebbero cooperare tra loro per il bene comune possano spesso voltarsi l’una contro l’altra senza guardare l’immagine più ampia – o proprio per il bene di quest’ultima.

Altro su Survive The Raft

La clip esclusiva di Screen Rant dell’episodio 4 (che scherzosamente viene chiamato “Prepare to Send Nudes”) mette in evidenza come i concorrenti si sentano costretti a classificarsi l’un l’altro sulla base dell’utilità per decidere chi può restare e chi deve partire. Anche qualcuno che è quasi universalmente amato, come Russell, può essere a rischio a causa di un ostacolo fisico.

Nate Boyer, il conduttore (che ha pubblicato il suo debutto da regista MVP l’anno scorso), ha affrontato la necessità di una certa serie di competenze per sopravvivere alla zattera.

Secondo me, la competenza più preziosa esercitata finora è la capacità di abbracciare il disagio. Non intendo semplicemente il disagio fisico che deriva dal vivere su una zattera in spazi ristretti con otto estranei alla deriva nell’Oceano Pacifico, ma piuttosto il comfort comunicativo a cui ci abituiamo: la familiarità delle persone con cui concordiamo moralmente, eticamente e spiritualmente; le comunità di cui scegliamo di far parte, le camere d’eco in cui spesso ci troviamo.

La clip sopra riassume perfettamente la dicotomia tra le competenze di sopravvivenza necessarie per uscire dalla competizione con i soldi in mano e il desiderio di una comunità collaborativa. Boyer è arrivato al cuore delle lezioni di Survive The Raft, spiegando che:

Lasciare quella coperta di sicurezza alle spalle e avvolgere noi stessi nell’incertezza può essere difficile, ma anche molto prezioso. I membri dell’equipaggio dell’Acali che si sono arresi a questo sembrano assimilarsi meglio tra il gruppo. Sì, si tratta di una competizione e vi è una strategia coinvolta a un certo livello, ma la realizzazione che non possono affrontare queste sfide da soli sta diventando molto chiara per loro; e c’è una lezione preziosa in tutto ciò per tutti noi, anche per me.

Nuovi episodi di Survive The Raft vanno in onda la domenica alle 9/8c su Discovery Channel e MAX.


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