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La recensione di The Rising of the Shield Hero – Un anime misogino che promuove lo schiavismo

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Quello degli Isekai è facilmente il genere più onnipresente negli anime e nei manga di oggi. Se ciò significa che il genere ha un pubblico enorme di fan accaniti, significa anche che ha un sacco di detrattori. Spesso visti come incredibilmente cliché, se non addirittura noiosi, gli isekai trasportano gli eroi e gli spettatori in mondi fantasy lontani, in cui i due si fondono insieme. Se a questo aggiungiamo alcuni passi falsi nei temi trattati, abbiamo tutto ciò che serve come ricetta di un anime potenzialmente terribile.

Quella ricetta è stata cucinata alla perfezione da The Rising of the Shield Hero, anime trasmesso nell’inverno 2019 ma che vedrà il suo seguito andare in onda nella prossima primavera. Con un protagonista overpower che apparentemente non sbaglia mai, sormontato da sfumature socialmente controverse, la serie ottenne all’epoca della trasmissione la sua giusta parte di meritata critica tra i media occidentali, su siti come Anime News Network. Nonostante ciò, questa serie continua ancora oggi ad espandere la propria fanbase, come dimostra ad esempio la sua posizione costantemente elevata su siti come Crunchyroll. Diamo uno sguardo nel dettaglio su come uno dei peggiori anime dell’era moderna sia diventato invece uno dei più popolari.

La trama segue Naofumi Iwatani, uno studente universitario che viene improvvisamente trasportato in un magico mondo di fantasia. Qui viene accolto da altri tre uomini e viene designato come l’Eroe dello Scudo.

Sfortunatamente per lui, da lì tutto va a rotoli. Non è esattamente il più carismatico tra gli eroi scelti, essendo stato un emarginato nel suo mondo originale. Questo porta a una sola femmina – un peccato capitale nel mondo degli isekai – a unirsi al suo party e, una volta fatto, lo accusa falsamente di averla violentata. Da lì, deve imparare a diventare un eroe in un mondo dove la sua reputazione è sotto zero.

Come giusto che sia, l’accoglienza che la critica ha riservato verso lo show è stata tra le più basse mai registrate, e per una buona ragione. La storia che ha avuto inizio con l’eroe accusato falsamente di stupro è stata particolarmente controversa, e molti l’hanno vista in contrasto con lo spirito del movimento #MeToo, se non del tutto opposta. Questo ha portato molti fan occidentali in particolare a criticare la serie per la sua misoginia, anche se il sentimento era molto meno sentito in Giappone. Indipendentemente da ciò, molti hanno ritenuto che i confini di un isekai di fantasia potrebbero non essere il posto migliore per trattare un argomento così serio ed importante per la società moderna, come la parità di genere ed i diritti delle donne.

L’anime è stato anche accusato di sostenere e promuovere la schiavitù. All’inizio infatti, il protagonista compra una ragazza schiava e, invece di liberarla immediatamente o addirittura di sentirsi in conflitto per il fatto che sia una schiava, Naofumi la tiene schiava. Alcuni hanno giustificato la cosa dicendo che è per motivi di ambientazione storica, altri l’hanno giustificata facendo notare il fatto che l’eroe non tratti la sua schiava in modo degradante o disumanizzante. All’interno dell’anime, però, Naofumi giustifica il suo bisogno di una schiava dicendo che nessun altro starebbe volentieri con lui a causa della sua fragile reputazione. Ed è qui che l’anime getta la maschera, perché questo ha definitivamente distrutto la reputazione del personaggio nel mondo reale: si comporta come un incel fallito, a cui solo altri incel falliti possono immedesimarsi in lui.

Ma anche senza questi disgustosi elementi, l’anime in sé è solo un altro generico anime isekai, e anche mal fatto. Questo è ulteriormente aggravato dal fatto che Naofumi vince costantemente in qualche forma o modo, nonostante sia presumibilmente la vittima del mondo. Vince i combattimenti con relativa facilità – nonostante la sua inesperienza con il mondo dei giochi fantasy. Gli eroi molto più esperti impallidiscono in confronto alla spettacolarità di Naofumi… per qualche motivo che non ci è dato sapere. Anche altri personaggi appaiono costantemente come incredibilmente stupidi, oppure adorano ciecamente Naofumi o semplicemente si comportano da stupidi per il bene della trama.

Ma nonostante tutta la stampa occidentale l’abbia giustamente smontato a causa di queste problematiche, questo anime sembra diventare ogni giorno sempre più popolare, anche a più di due anni dalla sua messa in onda. Crunchyroll ha rivelato di essere nella Top 20 delle serie più popolari in assoluto, nella stessa classifica di anime molto più acclamati come My Hero Academia, Naruto e One Piece. Una giustificazione per la discutibile popolarità della serie è l’attuale ondata di altri generici e mal costruiti anime isekai che sembrano in qualche modo trovare un pubblico fedele. Gli isekai stanno attualmente affliggendo l’industria degli anime nel suo complesso, così come i generi ecchi/harem avevano fatto all’inizio del decennio scorso.

Ma gli elementi controversi potrebbero anche essere una manna per la popolarità dello spettacolo. Alcuni spettatori bigotti potrebbero guardare Shield Hero a causa della sua reputazione misogina ed anti progressista, mentre gli incels falliti potrebbero addirittura simpatizzare con il protagonista. Questo giustificherebbe l’etichetta che i media americani hanno datto allo show, chiamandolo “incel fantasy”, ma spiegherebbe anche il motivo per cui nonostante tutti i giornalisti l’abbiano distrutto ovunque, non siano riusciti a far crollare gli ascolti di questo anime. Una cosa è certa però, cioè che il pubblico colto non apprezzerebbe mai una serie problematica come questa, ma apprezzerebbe altri genere di anime. E a tal proposito la domanda è lecita, chissà quanto dovremo aspettare affinché gli anime facciano un passo culturale in avanti?

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