La Concubina Imperiale Yang / The Imperial Concubine Yang
Kenji Mizoguchi
Ambientato molti secoli fa, Yokihi (La concubina imperiale Yang), racconta la leggenda cinese riferita nel suo titolo. Nella Cina Tang dell’ VIII secolo, l’imperatore vedovo Hsuan-tsung regna da solo, dedicando la sua vita alla composizione musicale. Quando incontra e si innamora di una giovane e bellissima donna, che diventa la sua concubina imperiale, ha inizio una storia di intrighi politici e rivalità dinastiche, che porterà a conseguenze tragiche.
Sceneggiatura \ Matsutaro Kawaguchi, Masashige Narusawa, Qin Tao, Yoshikata Yoda Fotografia \ Kohei Suguyama Musica \ Fumio Hayasaka Produzione \ Masaichi Nagata, Run Run Shaw Anno di produzione \ 1955 Durata \ 92' Interpreti \ Machiko Kyo, Masayuki Mori, So Yamamura, Eitaro Shindo
Kenji Mizoguchi
Kenji Mizoguchi è uno dei tre acclamati maestri del cinema giapponese insieme a Yasujiro Ozu e Akira Kurosawa. Nato alla fine del XIX secolo in una famiglia benestante, i primi anni della vita di Mizoguchi hanno influenzato i temi che si ritroveranno nei suoi lavori. Le imprese in affari del padre ambizioso falliscono e la sua famiglia cade in povertà. Sua madre muore e la sua amata sorella viene venduta ad una casa di geisha. I suoi guadagni servono all’educazione di Mizoguchi. Uomini deboli e deludenti, donne forti e che sacrificano se stesse: questi diventeranno gli ossessivi motivi dei film di Mizoguchi. L’approccio cinematografico di Mizoguchi è particolarmente giapponese. I suoi temi, il ruolo delle donne e la rappresentazione realistica delle ingiustizie nella società giapponese, non lo sono. Attraverso le due guerre mondiali la cultura giapponese cambia. Mizoguchi continua a fare film nonostante la censura. Sarà solo negli anni ’50 che la stupefacente visione cinematografica di Mizoguchi verrà ampiamente riconosciuta fuori dal Giappone. Tra i suoi film ricordiamo: Gion no Shimai 1937, Yoru no Onnataki 1948, Saikaku ichidai Onna 1952, Ugetsu Monogatari 1953, Akasen Chitai 1956.
Da: Kenji Mizoguchi and the Art of Japanese Cinema di Tadao Satō