Nel 1989 Philip Blenkinsop lascia il suo lavoro presso un giornale australiano e comincia a documentare i conflitti, le guerre e la morte in tutte le sue forme attraverso l’Asia. “My Asian Heart” segue Philip nel suo incarico in Cina, mentre organizza la prossima esposizione, mentre viene arrestato in Nepal durante le rivolte pro-democrazia. Si introduce nelle zone proibite del Laos per fotografare la minoranza perseguitata dei Hmong. Perché fa tutto questo? “Per mostrarvi ciò che non vedrete altrove”. Per questo motivo spesso i quotidiani rifiutano il suo lavoro, così comincia a esporre in gallerie e musei in tutto il mondo. La decisione di ospitare un’esposizione in una fabbrica abbandonata cinese si scontra con le masse pro-democratiche in Nepal. Presto Philip si ritrova tra la polizia e i manifestanti quando le proteste nelle strade nepalesi diventano violente. Ci sono decisioni che vanno prese: quando fotografare e quando intervenire. In qualità di foto-reporter straniero ha il diritto di fare entrambe le cose?
Sceneggiatura \ Mike Rubbo & David Bradbury Fotografia \ David Bradbury Montaggio \ Andrew Arestides Musica \ Chris Norman Suono \ Chris Norman & David Bradbury Produzione \ Frontline Films Anno di produzione \ 2009 Durata \ 71' Produttore esecutivo \ Carmelo Musca & David Bradbury
David Bradbury
David Bradbury inizia la sua carriera nel 1972 come giornalista radiofonico per l’Australian Broadcasting Corporation, dopo essersi laureato all’ Australian National University in Scienze Politiche e Storia. Dopo la laurea prosegue i suoi studi in giornalismo televisivo con una Rotary Fellowship negli U.S.A. e lavora come giornalista freelance. Tra i suoi film premiati: Frontline (1979), che gli fa guadagnare una nomination all’Academy Awarde e vince il primo premio ai Festival di Sidney, Melbourne e il Grierson Award all’American Film Festival; Hasta Cuando? gli fa ottenere un’altra nomination all’Academy Award nel 1986, riceve l’Australian Film Industry Award per la migliore regia, la miglior colonna sonora e la migliore fotografia oltre al primo premio ai Festival di Rio de Janeiro, Cuba e Mannheim Blowing in the Wind (2005), premiato al Sidney e al Brisbane International Film Festival e insignito del Charles Chauvel Award e del Stanley Hawes Award nel 2008; Raul the Terrible (2006), vince per la Migliore Regia e il Miglior Montaggio agli AFI Award del 2006 e viene nominato come Miglior Documentario. Nel 2007 Raul riceve inoltre l’ Australian Director’s Guild Award per la migliore regia.