Mostra fotografica di Susetta Bozzi
Tempio di Adriano
31 ottobre - 7 novembre 2009
Màndala significa cerchio, circonferenza. Per le grandi religioni dell’Asia, buddhismo e hinduismo, il màndala è un diagramma circolare a cui vengono attribuiti sia un significato spirituale sia una dimensione rituale. Il devoto tibetano che gira attorno a un edificio sacro in senso orario disegna, idealmente, un màndala. La stessa cosa fa Susetta Bozzi con la sua mostra fotografica “In Asia”.
Con le immagini, viene percorso, circolarmente e in senso orario, l’intero continente asiatico. Il cerchio parte da Pechino dove Susetta vive ormai da più di sei anni. Le prime immagini di questo màndala asiatico mostrano l’inarrestabile processo di urbanizzazione in corso nella capitale cinese. E’ il risultato di un impetuoso sviluppo capitalistico promosso nel paese da un regime autoritario che dopo il massacro di studenti su piazza Tiananmen e’ stato costretto ad allargare gli spazi nei quali i cittadini, avendo tacitamente accettato il monopolio sulla politica del partito unico, possono esprimersi in modo relativamente libero. Le immagini della mostra fotografica documentano alcune opere di autori cinesi di avanguardia esposte nel Distretto artistico 798 di Pechino. Si passa poi a un altro regime comunista asiatico: quello della Corea del Nord. A simboleggiare questo paese sono state scelte due fotografie del Maternity Hospital di Munchon, nella provincia di Kongwon. Alla solitudine e alla miseria che caratterizzano la vita del paese di Kim Jong-il, il figlio dell’eterno presidente Kim Il-sung, si contrappone Seul, la capitale della Corea del Sud. Qui, le insegne luminose, la folla e uno sfrenato consumismo caratterizzano quella che è invece una società a capitalismo avanzato. Segue il ricordo di altri due regimi che hanno segnato il recente passato di due paesi del Sud-est asiatico. Quello autoritario, dispotico e corrotto delle Filippine di Ferdinand Marcos e di sua moglie Imelda e quello delirante e sanguinario di Pol Pot che fece del 1975 l’Anno Zero della storia della Cambogia provocando due milioni e mezzo di morti tra i suoi abitanti. Le immagini successive mostrano la fatica del vivere quotidiano in due paesi dell’Asia meridionale: la Thailandia e il Bangladesh. Il cerchio passa poi per l’ India, dove una della grandi culture dell’ Asia sta cercando di rinnovarsi senza perdere la sua forte identita’, e va a chiudersi nella turbolenta periferia occidentale dell’impero della Repubblica popolare cinese. Le immagini mostrano i monaci e i nomadi del Tibet, gelosi custodi di una cultura millenaria che tenta disperatamente di sopravvivere, e gli uiguri dello Xinjiang che poche settimane fa sono stati protagonisti di una sanguinosa rivolta contro la massiccia immigrazione di cinesi han. Con sole ventotto immagini Susetta Bozzi è riuscita a rappresentare un intero continente. Le sue fotografie vogliono simboleggiare la vita, le tragedie e le speranze di quell’Asia che, prepotentemente, sta riprendendo il suo posto al centro del mondo.