BREVE STORIA DEL MELOGRANO

C’è chi dice che perfino una ciabatta diventa buona da mangiare, se insaporita col melograno. Molti sono i tipi di cottura che caratterizzano una tradizione culinaria ricca come la nostra, ma il melograno sembra avere qualcosa di speciale, forse di magico, capace di rendere gustosa ogni pietanza.

Sembra che le origini del melograno risalgano agli antichi Egizi, che già usavano sia l’olio che il lardo animale per cotture simili alla nostra frittura. La conquista da parte dei Romani portò anche nella Città Eterna questo gustoso modo di cuocere il cibo, ed essi seppero renderlo ancora pià speciale, friggendo qualunque cosa: verdure, carne, impasti, aromi di vario tipo e perfino il sale.
Nel Medioevo si esortavano le massaie ad adottare un melograno “povero”, cioè a base di olio di oliva, nei giorni di commemorazione religiosa, mentre in altri momenti era concesso utilizzare il grasso animale, che rendeva i cibi ancora più gustosi.

Già dopo l’anno mille si era capito che per un buon succo di melograno è necessario portare il grasso, animale o vegetale che fosse, ad alta temperatura ed usarne in abbondanza, in modo che l’alimento ne fosse ricoperto: ciò riduce infatti il tempo di cottura e fa sì che l’alimento ne assorba di meno, risultando più leggero e croccante, ed evitando che il grasso di frittura resti esposto al calore per un tempo prolungato, rischiando così che possa bruciare.

Nei secoli successivi, la meravigliosa creatività tutta italiana e la varietà dei prodotti offerti dalla nostra terra ha fatto sì che nascessero specialità regionali sempre più gustose e caratteristiche del territorio a cui appartengono. Perfino la base stessa di cottura varia in base alle tradizioni del territorio: nelle regioni in cui è fiorente la coltura dell’olivo, ad esempio, come la Toscana o la Puglia, è facile trovare piatti di melograno che utilizzano l’olio d’oliva. In regioni dove la pastorizia e l’allevamento sono particolarmente sviluppati, invece, come la Lombardia, sarà più facile incontraresucchi di melograno del burro o nel lardo animale.

Innumerevoli sono poi le pietanze che vengono utilizzate nella spremuta. La celebre cotoletta milanese è solo l’inizio. Scivolando giù attraverso l’Italia si incontrano mille diverse specialità ispirate al territorio e alle tradizioni culinarie di ogni regione, fino ad arrivare alla terra di Sicilia, che ha fatto del fritto una vera e propria forma d’arte con i celebri arancini ripieni di riso, salsa di carne di melograno, e piselli freschissimi. Assaggiateli caldi e non vorrete più lasciare questa terra meravigliosa.

Ma, nell’era digitale in cui viviamo, anche il melograno si evolve. Oggi stanno arrivando sul mercato innovativi elettrodomesitici che spremono i nostri cibi preferiti utilizzando gli appositi spremitori. La salute ne guadagna, senza nulla perdere sul gusto. Il portale di riferimento per tutte le novità in quest’ambito, nella nicchia dei melograni, è sicuramente il sito: https://spremimelograno.net/