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ITALIA
IL DECALOGO DEI TALIBAN
(The Taliban Decalogue)
PAOLO GRASSINI - BENIAMINO NATALE
Musica/Music: Guido
Zaccagnini, Roy Zimmerman
Montaggio/Editor: Valeria D'Angelo
Produzione/Productions: Videoset, Via di
Santa Lucia 28, Roma Tel. 06-372.1829, fax 06-374.1496 e-mail
videoset@pbxfreenet.it
Anno di produzione/Year of Production:
2000
Durata/Running Time: 32 '
Cinque pezzi sull'Afghanistan, in un paese nel
quale è proibito girare immagini di esseri animati, dove
è permesso filmare soltanto cose inanimate, come statue,
panorami ecc. Il primo dei pezzi è la lettura delle regole
imposte dai taliban alla società afghana, il secondo
racconta la formazione dei taliban nei luoghi in cui questa
avviene, le Madrasa in territorio pakistano, dalle quali proviene
il 90 per cento di loro. Il terzo mostra come oramai il
contrabbando e la coltivazione dell'oppio siano la principale
risorsa dell'economia del paese. Il quarto pezzo è dedicato
ai Buddha di Bamyan e al loro territorio, l'Hazarajat, dimostrando
come il carattere etnico e confessionale sia una delle ragioni
principali del conflitto afgano e come questi monumenti, tesoro
archeologico dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità,
rischiano la distruzione. L'ultimo pezzo presenta l'uomo noto come
"il padre dei taliban", il generale Nashirullah Babar che ha avuto
un ruolo decisivo nella loro nascita e nel loro successo
finale.
Five pieces on Afghanistan, a country where
it's totally forbidden to shoot living beings; you can only shoot
lifeless things like statues, landscape, panoramas. The first piece
is the lecture of the rules (Decalogue) imposed by Talibans to
Afghan society, the second is about Taliban's "training", as seen
from the places where it takes place, the Madrasa on Pakistan
territory, from where 90% of them originates. The third shows
how smuggle and opium cultivation are
the principal resource in country's economy. The fourth
piece is dedicated to Bamyan's Buddhas and their
territory, Hazarajat, showing the ethnical and confessional
feature as one of the main reasons of the Afghan conflict and
highlighting how this archeological treasure, defined humanity's
patrimony by UNESCO, is in risk of disruption. Last piece presents
the man known as "Father of Talibans", general Nashirullah Babar
who had a decisive role in their birth and final success.
Paolo Grassini
Nato ad Orvieto nel 1954. Nel 1979/80 realizza
il suo primo lungometraggio Doppio Movimento. Nel 1981 si
trasferisce a Parigi poi ad Amsterdam, dove scrive e dirige il
cortometraggio L'uomo della folla da E.A. Poe. Tornato in
Italia nel 1985 fonda la società di produzione Videoset e
collabora con Radio Rai . Nel 1989/90 scrive, dirige e produce con
Italo Spinelli il film Roma Paris Barcelona per il quale
ricevono il premio "Vittorio De Sica" e il premio SNGCI. Tra il
1991 e il 1992 realizza numerosi video teatrali. Nel 1995 con
Beniamino Natale realizza il documentario L'assassina bionda
sulla guerra "sporca" contro l'ETA. Nel 1998 cura la regia del
documentario I Disarmatori sul processso di pace tra
guerriglia e governo in Guatemala, Angola e Mozambico. Nel 2000
realizza con Beniamino Natale 2 documentari in Afghanistan Un
italiano a Kabul e Il decalogo dei taliban.
Born in Orvieto in 1954. In 1979/80
he made his first feature film Doppio Movimento. In 1981 he
moved to Paris and Amsterdam, where he wrote and directed his first
short L'uomo della folla from and E.A. Poe novel. Back in Italy in
1985 he founded the production company Videoset and
collaborated with Radio Rai, the national broadcasting company. In
1989/90 he wrote, directed and produced together with Italo
Spinelli the film Roma Paris Barcelona which achieved the award
"Vittorio De Sica" and the SNGCI award (national journalist
award). In 1991/92 he made numerous stage plays videos.
In 1995 he directed together with Beniamino Natale the documentary
L'assassina bionda on "dirty" war against ETA. In 1998 he
directed another documentary, I Disarmatori, on the peace process
between government and warfare in Guatemala, Angola and
Mozambique. In the year 2000 he made together with Beniamino
Natale two documentaries in Afghanistan: Un italiano a
Kabul and Il decalogo dei taliban.
Beniamino Natale
Nato a Roma nel 1951. Ha iniziato la sua
attività di giornalista nel 1977 come redattore esteri del
quotidiano Lotta Continua, inviato in Iran nel 1979. Ha poi
collaborato con diversi quotidiani e mensili con servizi free-lance
da paesi come Filippine, India, Pakistan, Afghanistan, Hong Kong,
Cipro. Dal 1986 è giornalista ANSA, nel 1991 inviato in
Croazia e attualmente corrispondente per lAsia Meridionale.
Ha realizzato vari documentari: India, il tempio del destino
(1992); Vita privata di un primo ministro (intervista a
Benazir Bhutto) (1994); Storia di Iqbal, il sindacalista-bambino
assassinato in Pakistan (1994); Phoolan Devi, la regina dei
banditi (1994). Con Paolo Grassini, Lassassina
bionda (1995); Un italiano a Kabul (la storia del
fisioterapista italiano Alberto Cairo che lavora da dieci anni in
Afghanistan) (2000); Il decalogo dei taliban.
Born in Roma in 1951. He started
his career as journalist in 1977, as editor for foreign
affairs for the newspaper Lotta Continua, corresponding from
Iran in 1979. He then collaborated with several newspapers and
monthlies, providing services as free-lance from countries like
Philippines, India, Pakistan, Afghanistan, Hong Kong, Cyprus. He is
journalist for ANSA since 1986, has been correspondent from
Croatia in 1991 and is nowadays correspondent for south-Asia. He
made several documentaries: India, il tempio del destino (1992);
Vita privata di un primo ministro (interview to Benazir Bhutto)
(1994); Storia di Iqbal, il sindacalista-bambino assassinato in
Pakistan (1994); Phoolan Devi, la regina dei banditi (1994).
Together with Paolo Grassini, Lassassina bionda (1995); Un
italiano a Kabul (the story of Italian physiotherapist Alberto
Cairo that has been working in Afghanistan for ten years and still
is) (2000); Il decalogo dei Talibani