Casa del cinema
Associazione Culturale Largo Marcello Mastroianni 56
“E’ il risultato di un viaggio fatto in automobile, inoltrandosi da Delhi attraverso le regioni che portano al Ladakh. Racconta il passaggio dalle foreste pluviali, dalle terre umide ai picchi e alle nature spoglie e aride delle prime cime dell’Himalaya. Gli uomini che si incontrano sono un’espressione dell’ambiente che li prefigura. Il paesaggio nel quale si trovano li ha modellati e trasformati a sua immagine. Fino a giungere ai luoghi che incarnano la grande visione mistica. Dove l’uomo arriva a fatica. Lì ci si ritrova misteriosamente ad accettare la maestosa severità degli spazi sconfinati e la sua convivenza con la piccola intimità dei monasteri”.
L'autore
Fotografo e artista figurativo, Tirelli nasce a Roma nel 1956. Esponente del gruppo della Nuova Scuola Romana di San Lorenzo, si presenta sulla scena artistica alla fine degli anni Settanta, imponendosi subito all’attenzione della critica con un lavoro artistico consapevole della ricerca astratta europea quanto della tradizione metafisica italiana.
Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Roma dove si diploma in scenografia con Toti Scialoja. Tra le prime mostre ricordiamo la collettiva ‘Italiana. Nuova immagine’, a Ravenna nel 1980, e la presenza alla ‘Biennale di Venezia’ nel 1982.
A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta la sua ricerca formale e cromatica tende ad una maggiore essenzialità. Nel 1985 partecipa alla collettiva ‘Anniottanta’ presso la Galleria d’Arte Moderna di Bologna e all’XI Quadriennale di Roma nel 1986. Come scrive “Il mondo è tutto ciò che accade sul confine tra luce e ombra…questo misterioso confine, questa soglia prende corpo per me nella pittura: è solo la pittura nel suo gioco di luci e di ombra, che dà all’immagine la qualità metafisica del luogo virtuale”.
Nel 1990 partecipa con una sala personale alla Biennale di Venezia e la Galleria Civica di Modena gli dedica una mostra personale. Nello stesso anno espone, con Sol Lewitt, all'American Academy di Roma e partecipa alla Biennale di Sidney. Nel 1991 è invitato alla Biennale di San Paolo. Nel 1997 vince il premio Michetti. Nel 2002 il Museo di Arte Contemporanea di Darmstadt e l’anno successivo la Galleria d’Arte Moderna di Bologna gli dedicano un’ampia antologica. Numerose le gallerie che seguono il lavoro di Tirelli dedicandogli mostre personali, come la galleria Folker Skulima di Berlino (1989), la Cellar Gallery (1991) e la Base Gallery a Tokyo (1996 e 2000), la Galleria dell’Oca a Roma (1993 e 2003), la Otto Gallery di Bologna (1995, 1998 insieme a Nunzio e 2004), Di Meo a Parigi (1995, 2001), Trisorio a Napoli (1997), la Galleria dello Scudo di Verona (1998), Marilena Bonomo a Bari (2003).
Nella mostra personale alla galleria Di Meo di Parigi dell’estate 2006 presenta una serie di dipinti che inaugurano una nuova stagione, segnata dall’uso di colori di intensa luminosità. Sempre nel 2006 partecipa alla mostra dedicata al gruppo della Nuova Scuola Romana di San Lorenzo: “San Lorenzo. Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella, Marco Tirelli”, tenutasi all’Accademia di Francia - Villa Medici a Roma. Vive e lavora a Roma e a Spoleto.