La leggenda himalaiana di un amore contro l’inevitabilità
della morte, uno stupendo racconto che si dipana dal mondo
montano del primo XIX sec. alla frenetica Tokyo d’oggi. Sui
più alti passi delle montagne dell’Himalaya l’intrepido Jalan e
la sua banda si guadagnano la vita sorprendendo e derubando
i pellegrini. Un giorno, dopo la rapina di una carovana,
appare misteriosamente una donna, Ushna, che aderisce al
clan. Dicendo di aver incontrato Jalan in sogno, si rifiuta di
separarsi da lui. Accortasi del disordine provocato tra gli
uomini, Uhna propone di aiutarli nelle loro scorribande a
patto che non chiedano perché è capace di condurli al successo.
Jalan si innamora della misteriosa donna. Col successo
della banda aumenta anche l’intensità del loro amore, finché i
due amanti varcano la soglia di un mondo a sé.
Sceneggiatura / Screenplay Pan Nalin
Fotografia (colore) / Photography (colour) Michal Englert
Montaggio / Editing Sylvie Gadmer
Musica / Music Cyril Morin
Suono / Sound Michal Dominowski
Interpreti / Cast Milind Soman, Mylène Jampanoi, Naseeruddin Shah
Costumi / Costumes Natasha de Betak
Trucco / Make-up Heike Merker
Produzione / Production Elzevir Films / Pandora Film
Anno di produzione / Year of production 2004
Durata / Running time 120’
Formato / Format 35mm
Pan Nalin
Ha studiato Belle Arti all’Università
Baroda, in India (1977), e conseguito
il diploma in Comunicazione Visiva
all’Istituto indiano di design (NIDI)
nel 1984. Tra il 1986 ed il 1990 lavora
a Bombay nel campo della pubblicità
e del film industriale e commerciale.
Nel 1993 borsa di studio LA FEMIS
dell’Universite d’Ete. I suoi film sono
ampiamente proiettati e premiati ai
festival internazionali. Tra i lungometraggi
ricordiamo: Satori (2005),
Samsara (2002, Premio speciale
della giuria a Santa Barbara 2003).
Tra i documentari sono da segnalare
Ayurveda: Art of Being (2000-01),
Mystic Revelation of Rastafarai
(2003), Amazing World: India (1999),
Devadasi: The Sacred Courtisane
(1997), The Nagas (1995), Tulkus
(1993), ed i cortometraggi Doubt
(1996), Eiffel Tower Trilogy (1995),
Khajuraho (1992). Dal 2002 è cittadino
francese. |