PLOY, un sottile dramma psicologico incentrato su tre estranei
chiusi in una stanza d’albergo, comincia con dei vaghi sospetti
per passare quindi a scene di allegra gelosia con l’entrata in
scena di una giovane donna che fa scattare nella coppia di
coniugi conseguenze devastanti prima di raggiungere l’apice
drammatico. Nell’atto finale i coniugi, accortisi di esser diventati
degli estranei dopo 7 anni di matrimonio, devono decidere
se proseguire per strade separate o rincominciare da zero.
Un film meditativo ed erotico ricco di sottili sfumature su un
matrimonio infelice, un’opera matura che discute temi da
adulti con onestà e divertita attenzione per i piccoli dettagli
delineando i diversi stadi di un matrimonio, una storia moderna
stilizzata a dovere che rinforza la già solida reputazione
festivaliera di Ratanaruang, come confermano le partecipazioni
a Cannes, Toronto, Pusan e Nuova Delhi (premio FIPRESCI).
Sceneggiatura / Screenplay Pen-ek Ratanaruang
Fotografia (colore) / Photography (colour) Chankit Chamnivikaipong
Montaggio / Editing Patamanadda Yukol
Musica / Music Hualampong Riddim, Koichi Shimizu
Suono / Sound Akritchalerm Kalayanamitr, Koichi Shimizu
Interpreti / Cast Lalita Panyopas, Pornwut Sarasin, Ananda Everingham,
Apinya Sakuljaroensuk
Costumi / Costumes Visa Kongka
Trucco / Make-up Visa Kongka
Produzione / Production Five Star Production Co., Ltd., Rewat Vorarat
Anno di produzione / Year of production 2007
Durata / Running time 107’
Formato / Format 35mm
Pen-ek Ratanaruang
Nato nel 1962 a Bangkok, vive dal
1977 al 1985 a New York, dove studia
storia dell’arte al Pratt Institute.
Lavora come illustratore, grafico e
direttore artistico prima di debuttare
alla regia di film commerciali per la
televisione thailandese. Tutti i suoi
lungometraggi vengono premiati a
cominciare dal primo, Fun Bar
Karaoke (1997), proiettato in prima a
Berlino (Premio speciale della giuria
al Festival dei 3 Continenti). Il secondo
film, 6IXTYNIN9 (1999), vince tra
gli altri il premio FIPRESCI a Hong
Kong. Mon-Rak Transistor (2001) è
mostrato in prima a Cannes nel
2002. Last Life in the Universe
(2003), premiato a Venezia e
Bangkok (FIPRESCI), è anche la selezione
ufficiale della Tailandia per l’Academy
Award nel 2004. Invisible
Waves (2006) è proiettato in prima a
Berlino. Nel 2006 realizza due cortometraggi:
Twelve Twenty e Total
Bangkok. |