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Premio città di Roma al miglior lungometraggio asiatico 2007

Giuria

Gianni Amelio (Presidente)

Dopo aver frequentato il Centro Sperimentale ed essersi laureato in filosofia, negli anni ‘60 lavora come operatore e poi aiuto regista. Debutta dietro la macchina da presa nel 1970 con "La fine del gioco", realizzato nell’ambito dei programmi sperimentali della RAI. E’ del 1973 "La città del sole"; ad esso segue "Bertolucci secondo il cinema" (1976), un documentario sulla lavorazione di "Novecento". Vengono poi l’atipico giallo "La morte al lavoro" (1978), vincitore del premio FIPRESCI al Festival di Locarno; è dello stesso anno "Effetti speciali". Nel 1979 è la volta de "Il piccolo Archimede". Il successivo "Colpire al cuore" (1983), presentato alla Mostra di Venezia, riscuote ampi consensi sul fronte della critica, che si ripetono in occasione dell’ottimo "I ragazzi di via Panisperna" (1989); e dell’ancor più riuscito "Porte aperte" (1990, dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia), che gli procura una meritata nomination all’Oscar grazie anche alle straordinarie interpretazioni di Gian Maria Volontè ed Ennio Fantastichini. "Il ladro di bambini" (1992, vincitore del gran premio speciale della giuria al Festival di Cannes), "Lamerica" (1994), "Così ridevano" (1998, Leone d’oro alla Mostra di Venezia) lo consacrano autore di valore assoluto e respiro internazionale. Nel 2004 come regista e sceneggiatore firma "Le chiavi di casa", liberamente ispirato al romanzo "Nati due volte" di Giuseppe Pontiggia. Nel 2006 realizza “La stella che non c’è”, protagonista alla 63° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Georgette Ranucci

Georgette Ranucci apre nel 1976 a Roma la libreria dello spettacolo Il Leuto. Unica libreria in Italia specializzata in cinema e teatro. Nel 1989 ristruttura una sala cinematografica nel cuore di Trastevere a Roma, che diventa l'Alcazar, primo cinema ad offrire al pubblico spettacoli senza intervallo, versione originale e cinema di qualità. Dal 1995 organizza la rassegna cinematografica "Cannes a Roma", proponendo anteprime esclusive delle sezioni "Quinzaine", concorso e settimana della critica del festival in versione originale nei cinema di Trastevere. Collabora da molti anni con la Lucky Red, casa di distribuzione cinematografica da sempre attenta al cinema di qualità ed alle cinematografie europee ed asiatiche.

Antonio Falduto

Antonio Falduto, ex assistente alla regia di Ettore Scola e Steno, realizza il suo primo lungometraggio nel 1991 “Antilope Cobbler” (premio della giuria al Festival di Annecy, festival di Bruxelles, Madrid FilmFestival, Europa Cinema Film Festival, Colonia FilmFestival). Negli ultimi 10 anni ha diretto come regista molte pubblicità. Come secenggiatore ha realizzato “Where the sun rises” (Cristalli Film/ Rai Cinema, Australia Film Production) e “Kamulola Desire” (premio Huber per il miglior soggetto). Nel 2005 ha scritto “Han the forger” (fondo di sviluppo Istituto Luce) con la regia del regista vincitore dell’Oscar Giuseppe Tornatore. Attualmente sta scrivendo “Choke Li Piri”, una sceneggiatura basata su un romanzo indiano, coproduzione tra A/B productions e Rai Cinema, e “Special Mission”, una coproduzione tra Italia e la China Film Group Corporation.


Premio Città di Roma al miglior documentario 2007

Giuria

Duilio Giammaria (Presidente)

Laureato in Scienze Politiche lavora in Rai dal 1985. Ha realizzato inchieste e reportage per i più importanti programmi di approfondimento della RAI e in coproduzione con emittenti pubbliche europee. E’ stato inviato RAI durante la guerra in Iraq e in Afghanistan. Ha pubblicato “Screening Europa” e “Seta e Veleni” (Feltrinelli). Conduce gli approfondimenti giornalistici per UnoMattina. Ha realizzato numerosi reportages premiati nei più famosi festival internazionali, tra i quali “Un mare di Morte” (1999),,“L’ Oro del Mar Caspio” (2000), “Congo: cuore di tenebra” (2001), “Il Gioco del Terrore” (2002), “Sulle tracce di Bin Laden” (2003), “Diari di Guerra” (2003), “Le Vie della Droga” (2004), “L’altra faccia della Mezzaluna” (2005), “Coca Spa” (2007) .

Mario Balsamo

Nato a Roma nel 1959, scrittore e giornalista professionista, è autore e regista di diciotto documentari, cortometraggi, videoclip e pubblicità progresso (l’ultima per le Nazioni Unite). Insegna regia documentaria all'Act - Accademia del Cinema e della Televisione, e a Cinecittà  dirige laboratori di documentaristica. Ha collaborato per molti anni con la Rai, nei panni di regista e autore di programmi televisivi. Fra i suoi titoli Alvaro Siza, architetto (1998), In restauro – L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (1999), Le isole dipinte – Viaggio nelle Marchesi di Paul Gauguin (2000), Un mondo migliore è possibile (documentario collettivo, 2001), Il villaggio dei disobbedienti (2002), Sotto il cielo di Baghdad (2003), Io, Socrate e Linda (2005), Storie arbereshe (2006), Mae Baratinha, una storia di Candomblé (2006).

Luigi Trucillo

Nato a Napoli nel 1955, poeta, critico cinematografico, studioso di Haiku, ha indagato sulla trasposizione di opere letterarie nel cinema di Truffaut; ha collaborato con il Mattino e il Corriere della Sera e pubblicato numerose raccolte di poesie: con Cronopio Navicelle (1995), Polveri (1998), e Lezione di tenebra (2007), con Donzelli Carta Mediterranea (1997), con Quodlibet Le Amorose (2004).


Premio NETPAC Network for the Promotion of Asian Cinema

Giuria

Ashley Ratnavibhushana (Presidente)

Autore, critico cinematografico, attivo nell’industria cinematografica. General Manager e coordinatore della giuria NETPAC (Network for the Promotion of Asian Cinema). Presidente del Forum dei Critici dello Sri Lanka, affiliato al o FIPRESCI e alla Segreteria Asiatica della Federazione Internazionale delle Società Cinematografiche (FICC). Autore di Profiling Sri Lankan Cinema (2002). Ha partecipato a numerose giurie FIPRESCI e NETPAC in vari Festival di Cinema internazionali.

Carla Ronga

Nata a Roma nel 1963, laureata in scienze politiche, dopo un master presso le Nazioni Unite si è specializzata nelle tematiche internazionali. Giornalista, ha ricoperto l’incarico di inviata per il quotidiano “Liberazione” per poi iniziare, nel 1999, una lunga collaborazione con la Rai nell’ambito della produzione documentaristica. In particolare, firma i programmi della terza Rete “C’era una volta” e “Dagli Appennini alle Ande”, programmi di geopolitica promossi sotto l’egida delle Nazioni Unite e di numerose organizzazioni non governative italiane. Autrice di documentari, fra i quali “La grande scacchiera” e “Indietro tutta” realizzati in Russia, dai pozzi petroliferi siberiani della Yukos ai vertici del potere a Mosca; “Dietro il velo dell’apparenza”, girato in Iran. Ha collaborato alla produzione e alla redazione dei testi di oltre 40 documentari realizzati in Asia, Africa e America latina. Dal 2002, collabora con il mensile “Aprile” e, dal 2004, con la sua edizione quotidiana “Aprile on line”, di cui ha assunto la direzione a partire dal giugno del 2006.

Olivia Stewart (Produttrice)

La carriera cinematografica di Olivia Stewart è iniziata nel 1985 al British Film Institute dove ha lavorato al pluripremiato “Distant Voices, Still Lives” di Terence Davies e all’adattamento dall’opera di Bruce Chatwin’s “On the the black hill”. Successivamente ha lavorato come produttrice associata a “Where angels fear to tread“ di Charles Sturridge, “The browning version” di Mike Figgis e a “Ladder of Lords”, 1871 e a “Paper mask”. Nel 1992 ha fodato “Three Rivers” con Terence Davies e ha prodotto I suoi tre film “The long day closes”, “The neon bible” con Gena Rowlands e “The house of mirth” con Gillian Anderson. Ha anche coprodotto “Brassed off” di Mark Herman con Pete Postlethwaite e Ewan McGregor, e “Velvet Goldmine” Todd Haynes con Jonathan Rhys Meyers, Christian Bale e Ewan McGregor.




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