Asiaticafilmmediale, giunto alla sua ottava edizione, si tiene dal 17 al 25 novembre presso la Casa del Cinema (largo M. Mastroianni 1 – Roma) e nelle due sale del cinema Nuovo Olimpia (Via in Lucina 16/G – Roma). Ricco il programma di film e documentari, incontri con registi e attori, oltre ad una interessante selezione di proiezioni associate alla presentazione di altrettanti libri sull’Asia, appena pubblicati in Italia.
La manifestazione è realizzata dall’Associazione Culturale Mnemosyne, con la direzione artistica di Italo Spinelli grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per il Cinema, del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, della Regione Lazio e della Provincia di Roma, in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, Casa del Cinema, Circuito Cinema. Gode del patrocinio di Ambasciate e Istituti culturali dei paesi asiatici.
In anteprima europea e italiana, sarà possibile la visione di film e documentari realizzati in Azerbaijan, Birmania, Cambogia, Cina, Corea del sud, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Iran, Kirghizistan, Nepal, Singapore, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam. Un’occasione unica per scoprire le voci più interessanti e originali della cinematografia asiatica che, dopo il grande consenso ottenuto in patria e presso festival internazionali, giungono anche a Roma.
Filo conduttore della rassegna sarà l’attenzione alle varie modalità di intreccio possibile tra realtà e finzione, in riferimento al mondo asiatico in grande e rapida trasformazione.
Dopo il Focus India presentato alla festa del Cinema di Roma, Asiaticafilmmediale intende approfondire la cinematografia indipendente del subcontinente presentando pellicole provenienti da tutta l’India:
- dall’ est, girato a Mumbay (Bombay) “Freaky useless spicy story” di Kalpesh Ci Patel: una gangster story costruita con un linguaggio non convenzionale, sullo stile di vita frenetico ed ultramoderno di Bombay. Sempre dalla metropoli indiana il documentario “Seven Tales from an Island” di Arundati Mitra sulla malavita organizzata e le sue connivenze con il mondo di Bollywood
- dal sud, Chennai (Madras), “The sea within” presentato a Roma in anteprima mondiale dal regista Shyamaprasad, film d’apertura del prossimo International Film Festival of India
- dal nord, girato in Ladakh, “Frozen” di Shivajee Chandrabushan che sarà presente alla manifestazione insieme all’attrice protagonista Gauri Anand Kulkarni, il film descrive la vita serena di una famiglia in un remoto villaggio spezzata dall’arrivo di un insediamento militare; il documentario nepalese “We corner people” di Kesang Tseten sulle vicissitudini di una piccola comunità del Nepal alle prese con la costruzione di un ponte; dall’Assam “AFSPA1958” sulle drammatiche manifestazioni legate all’indipendentismo assammese
- dall’ovest, storie che raccontano la situazione esplosiva del Bengala occidentale, con il più recente film di Goutam Ghose, “Calcutta, my love”, affresco delle lotte che portarono dalla rivolta del ’68 bengalese alla nascita del movimento armato naxalita, e con due documentari “Whose land is it anyway?” di Ladly Mukhopadhaja sull’esproprio delle terre per insediamenti industriali e “Non cederemo né ora né mai” di Danilo Licciardello con recentissime interviste a leader quali Mahasweta Devi e Medha Patkar.
Infine, “Loins of Punjab presents” una travolgente commedia interpretata tra gli altri dalla star Shabana Azmi, sulle avventure di cinque indiani nel New Jersey, diretta da Manish Acharya che sarà presente al Festival.
Proviene invece dall’Asia centrale “Pure Coolness”, primo film in competizione che sarà proiettato alla presenza del regista Ernest Abdyjaparov, racconta la storia del rapimento di una ragazza di città, come spesso accade nel Kirghizistan, e della sua scoperta del fascino di una vita tra le splendide montagne del paese, dove è portata dal suo rapitore.
Tra i film cinesi vedremo “An Zi”, di Lei Xiaobao, un film di denuncia che scandisce la rovinosa e ineluttabile vicenda del protagonista, - una sorta di Woyzeck cinese, e il documentario di Xu Xin, “Torch Troupes”, dedicato a raccontare il mondo dell’opera tradizionale che strenuamente resiste all’omologazione culturale.
Dall’Iran Asiaticafilmmediale ospita due autori, la documentarista Firouzeh Khosrovani con il forte filmato “Rough cut” e Babak Shirinsefat, regista di “Raami”, ambientato durante il conflitto tra Azerbaijan e Armenia. Saranno inoltre presentati “Half Moon” di Bahaman Ghobadi, regista curdo-iraniano e il film di Saman Moghaddam “Café Setareh”, storia della vita quotidiana di tre donne in un antico quartiere di Tehran. Infine sarà presentato il documentario “I am not nuclear energy” di Mehdi Ghorbanpour, sui risvolti della scena nucleare iraniana.
Del maggior regista indonesiano, Riri Riza, “Three days to forever”, un road movie che segue i protagonisti, un adolescente e la cugina, mentre infrangono diversi tabù sociali nel corso del loro viaggio per un matrimonio di famiglia. I due documentari “The Jak” di Yusuf Andibachtiar sul fenomeno degli ultras di calcio che tocca anche l’indonesia e “Playing between elephants” di Aryo Danusiri, dedicato a raccontare la corruzione post-tsunami.
Dallo Sri Lanka arriva una storia drammatica di donne kamikaze, “My daughter the terrorist” della norvegese Beate Arnestad, e dalla Cina il documentario Neo Lounge di Joanna Vasquez Arong sulla vita a Pechino di una cantante di jazz bulgara, di un uomo d¹affari italiano e dei loro pittoreschi amici; entrambi presentati sia da Asiaticafilmmediale che dal Festival dei Popoli di Firenze, due manifestazioni che inaugurano così la loro collaborazione.
Dalle Filippine “Coconut Whiskey” di Paolo Herras, sulla forza dirompente dell’amore.
Dalla Thailandia in prima italiana, “Ploy”, il più recente film dell’affermato regista Pen-ek Rataruang.
L’Asiaticafilmmediale dedicherà un evento alla Birmania, in occasione del quale verranno proiettati documentari inediti. un viaggio nella storia passata, nel buddhismo e nei più recenti drammatici avvenimenti che prevede anche incontri con varie personalità legate a quel paese e la presentazione del libro di Cecilia Brighi “Il Pavone e i generali”.
All’affascinante Ladakh sarà dedicato un secondo evento, nel corso del quale verrà riproposto “Ladakh, il centro dei passi” di Marina Colonna e Gaia Ceriana girato nel 1977 e di cui Mario Gianni ha intervistato a tren’anni di distanza i protagonisti. Il regno nacque nel lontano XI secolo dopo la caduta della dinastia di Yarlung in Tibet. Attualmente la regione del Ladakh, situata nell’estremo nord del sub-continente indiano, fa parte dello stato di Jammu e Kashmir, la sua annessione all’India non ha influenzato minimamente l’originalità della sua cultura e religione.
Una mostra fotografica del pittore Marco Tirelli “Verso il Ladakh” accompagnerà gli spettatori in questa lontana regione.
Anche in questa edizione per “Incontri di Asiatica”’ verrà dato l’avvio ad una sezione del festival dedicata ad ospitare Incontri tra Cinema e Letteratura, che vedrà la presentazione di opere letterarie legate al continente asiatico. Uno degli omaggi è alla figura e all’opera - appena riproposta dal Meridiano della Mondatori - di Fosco Maraini, etnologo, antropologo, fotografo, orientalista, poeta, alpinista, scrittore, professore universitario e documentarista, di cui verrà mostrato tra gli altri il filmato L’Isola delle pescatrici.
La rassegna si conclude con l’assegnazione di tre premi: due Premi Città di Roma, uno per il miglior film asiatico e il miglior documentario, Premio del Pubblico.
La Giuria dei lungometraggi sarà presieduta da Gianni Amelio. Presiedono la giuria dei documentari Duilio Gianmaria e la giuria Netpac Ashley Ratnavibhushana
Molti dei registi provenienti da varie parti dell'Asia incontreranno il pubblico e la stampa, in occasione delle proiezioni dei loro film.
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