ZEMLYA OSTOV
La terra dei nostri padri
Chaken AÏmanov

La terra dei nostri padri è uno dei più prominenti film kazaki dell’era sovietica. Girato nel periodo del disgelo, il regista ha potuto ritrarre autentici caratteri nazionali e la loro resistenza contro l’ideologia sovietica: una decisione coraggiosa del regista, se si considerano le possibili ripercussioni. Servendosi di motivi come i riferimenti alle tradizioni musulmane ed i paesaggi tipici del Kazakistan, il film racchiude i codici etici che esprimono la visione del mondo ed i valori del popolo kazako.

Un uomo anziano decide di cercare il corpo di suo figlio, un soldato kazako caduto in guerra da qualche parte della Russia, per seppellirlo nella terra degli antenati. Con suo nipote attraversa il paese, scoprendo l’atroce realtà della guerra. Trovata infine l’agognata tomba, capiscono che vi sono sepolti tanti altri compagni d’armi. Ogni centimetro della vasta terra natia diviene la terra dei loro padri, la terra degli antenati…

Sceneggiatura / Oljas Suleimenov
Fotografia (b/n) / A. Aïmanov
Musica / E. Rakhmadiev
Suono / U. Davletgaliev
Interpreti / E. Umurzakov, M. Akhmadiev, V. Chevtsov, Lu. Pomerantsev
Produzione / Kazakhfilm Studio
Anno di produzione / 1966
Durata / 90’
Formato / 35mm
Copia / Cinémathèque Française, Paris

Chaken AÏmanov

Considerato come uno dei padri fondatori del cinema kazako, AÏmanov nasce nel 1914 ed esordisce come attore e regista di teatro. Nel 1953 debutta alla coregia dei lungometraggi Le poème de l'amour e La fille des steppes (entrambi codiretti con K. Gakkel), Nous habitons ici (girato a quattro mani con M. Volodarski, 1956). Realizza 12 film come regista, tra i quali Notre cher docteur (1957), Dans un certain district; L'appel de la chanson (1961), Carrefour (1963), Le trompeur imberbe ou Aldar Kosse (1965), L'ange en calotte (1968), La Fin de l'Ataman (1970). Muore nel 1970.

 

 

 



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