Mentre sta operando un paziente
di tumore al cervello, un chirurgo nota un “20”
tatuato sulla mano del malato. Crede allora di riconoscere
in lui il vicino della sua infanzia trascorsa ad Alma-Ata
negli anni ’50, quando abitavano nello stesso edificio
al numero 20. Cresciuti alla fine dell’era stalinista,
circondati da adulti sia coraggiosi sia vigliacchi, usavano
il balcone come rifugio. Il medico incomincia a fantasticare…
Sceneggiatura / Shakhimarden Khusainov,
Olzhas Suleimenov
Fotografia (colore) / Aubakir Suleyev
Musica / Sofya Gubajdulina, Alfred Schnittke
Suono / Zinaida Mukhamedzhanova
Interpreti / Ismail Igilmanov, Yuri Goroshevsky, Kuanysh
Sarsenbekov, Anvar Chuzhegulov, Zibagul Karina
Produzione / Kazakhfilm
Anno di produzione / 1988
Durata / 84’
Kalykbek Salykov
Kalykbek Salykov nasce nel 1952 ad Almaty,
in Kazakhstan. Dal 1976 al 1980 studia all’Istituto
di Teatro e Cinema del Kazakistan, contemporaneamente lavora
per la televisione. Dopo il diploma, lavora per il Teatro
Chimkent, per il quale dirige 7 piece. Nel 1981 entra alla
Kazakhfilm. Nel 1984 dopo aver frequentato i corsi di cortometraggio
organizzati dalla Kazakhfilm, gira il suo primo cortometraggio,
Tor. Nel 1985 gira un altro corto, Golden Mekre, e nel 1991
il suo secondo lungometraggio dopo Il balcone (1988), Lovers
of December. Muore in un tragico incidente stradale nel 1995.
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