PICCOLI CAPOLAVORI DEL CENTRO ASIA
La retrospettiva, che riunisce quattro film in cui i rispettivi
registi hanno optato per l’assenza della parola e per
la forza visiva del racconto, mostra una produzione cinematografica
dell’Asia centrale che tenta di comprendersi risalendo,
da un lato, alle origini del cinema, che si tratti del cinema
muto o addirittura del teatro d’ombre (è il caso
di Bus Stop (Fermata d’autobus) di Aktan Abdykalykov
e di Ernest Abdyjaparov), e dall’altro al cinema sovietico
(non possiamo non pensare a Vertov quando vediamo The Sparrow
(Il passero) di Ernest Abdyjaparov o ancora al cinema degli
anni ’60 quando vediamo Silent Coolness (Freddo silente)
di Serikbol Utepbergenov). Allo stesso tempo tale produzione
cinematografica inventa un nuovo rapporto dei cineasti d’Asia
centrale ai grandi autori dell’assurdo del XX secolo.
Eugenie Zvonkine
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