| Pedar
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The Father |
| Majid
Majidi |
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Mehrollah è un ragazzo quattordicenne costretto a
badare alla famiglia dopo la morte del padre. Il giovane si
reca a sud del paese e al suo ritorno a casa si accorge di
alcuni cambiamenti avvenutinella sua famiglia.
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Sceneggiatura/
Majid Majidi, Mehdi Shojai
Fotografia (colore)/ Mohsen Zolnavar
Montaggio/ Hassan Hassandoost
Musica/ Mohammad Reza Aligholi
Interpreti/ Hossein Abedini, Mohammad Kasebi, Parivash Nazarieh,
Hassan Sadeghi
Produzione/ Center of Documentary & Experimental Cinema
Anno di produzione/ 1996
Durata/ 96’ |
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Majid Majidi è nato a Tehran nel 1959. Cresce in
questa città e all’età di quattordici
anni comincia a recitare come dilettante per delle compagnie
teatrali. Successivamente, studia all’Istituto di
Arte Drammatica di Tehran. In seguito alla Rivoluzione Islamica
del 1978, il suo interesse per il cinema lo porta a recitare
in svariati film, primo fra tutti Boycott (1985) di Mohsen
Makhmalbaf. Il debutto come sceneggiatore e regista lo compie
con Baduk (1992). Da questo momento, dirige e scrive numerose
pellicole. Il suo Children of Heaven (1997) vince il premio
come miglior film al Festival Internazionale di Montreal
e viene nominato per il miglior film straniero al Premio
Oscar. Un’altra sua opera, The Color of Paradise,
viene selezionata come uno dei migliori dieci film dell’anno
2000 dal Time Magazine e dal New York Times. Questa pellicola
stabilisce inoltre un record di incassi al botteghino per
un film iraniano negli Stati Uniti. Il suo recente lungometraggio,
Baran, vince il premio come miglior film al Festival Internazionale
di Montreal nel 2001. Nel 2002, egli produce Barefoot to
Herat, un commovente documentario sui profughi nei campi
afgani.Un’altra sua opera, The Color of Paradise,
viene selezionata come uno dei migliori dieci film dell’anno
2000 dal Time Magazine e dal New York Times. Questa pellicola
stabilisce inoltre un record di incassi al botteghino per
un film iraniano negli Stati Uniti. Il suo recente lungometraggio,
Baran, vince il premio come miglior film al Festival Internazionale
di Montreal nel 2001. Nel 2002, egli produce Barefoot to
Herat, un commovente documentario sui profughi nei campi
afgani.
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