| Rang
e Khoda |
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The Colour of Paradise |
| Majid
Majidi |
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Mohammad è un ragazzo che vive presso un istituto
per ciechi di Tehran. Egli aspetta che suo padre lo venga
a prendere per le vacanze estive. Durante l’attesa,
lui libera un uccellino caduto dal nido. Il padre infine arriva
e lo porta al suo villaggio, dove lo attendono la nonna e
le sorelle. Il ragazzo è un appassionato studioso della
natura e desidera vivere al villaggio con la famiglia, ma
il padre si vergogna del figlio. Noncurante delle proteste
della nonna, il genitore affida Mohammad a un carpentiere
cieco lontano da casa, in qualità d’apprendista.
Qualcosa potrà riunire padre e figlio?
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Sceneggiatura/
Majid Majidi
Fotografia (colore)/ Hashem Attar, Mohammad Davudi
Montaggio/ Hassan Hassandoost
Musica/ Alireza Kohandairy
Scenografia/ Masood Madadi
Interpreti/ Hossein Mahjoub, Mohsen Ramezani, Salime Feizi,
Farahnaz Safari, Elham Sharifi
Produzione/ Varahonar Company
Anno di produzione/ 1999
Durata/ 90’ |
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Majid Majidi è nato a Tehran nel 1959. Cresce in
questa città e all’età di quattordici
anni comincia a recitare come dilettante per delle compagnie
teatrali. Successivamente, studia all’Istituto di
Arte Drammatica di Tehran. In seguito alla Rivoluzione Islamica
del 1978, il suo interesse per il cinema lo porta a recitare
in svariati film, primo fra tutti Boycott (1985) di Mohsen
Makhmalbaf. Il debutto come sceneggiatore e regista lo compie
con Baduk (1992). Da questo momento, dirige e scrive numerose
pellicole. Il suo Children of Heaven (1997) vince il premio
come miglior film al Festival Internazionale di Montreal
e viene nominato per il miglior film straniero al Premio
Oscar. Un’altra sua opera, The Color of Paradise,
viene selezionata come uno dei migliori dieci film dell’anno
2000 dal Time Magazine e dal New York Times. Questa pellicola
stabilisce inoltre un record di incassi al botteghino per
un film iraniano negli Stati Uniti. Il suo recente lungometraggio,
Baran, vince il premio come miglior film al Festival Internazionale
di Montreal nel 2001. Nel 2002, egli produce Barefoot to
Herat, un commovente documentario sui profughi nei campi
afgani.Un’altra sua opera, The Color of Paradise,
viene selezionata come uno dei migliori dieci film dell’anno
2000 dal Time Magazine e dal New York Times. Questa pellicola
stabilisce inoltre un record di incassi al botteghino per
un film iraniano negli Stati Uniti. Il suo recente lungometraggio,
Baran, vince il premio come miglior film al Festival Internazionale
di Montreal nel 2001. Nel 2002, egli produce Barefoot to
Herat, un commovente documentario sui profughi nei campi
afgani.
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