Introduzione di Italo Spinelli
  Focus su Tehran
Omaggio a Majid Majidi
Tributo a Garin Nugroho
  Indice dei registi
Indice dei film
Premi
  Credits
Bacheha ye aseman
Children of Heaven (I ragazzi del cielo)
Majid Majidi
Zohre non trova più le sue scarpe; suo fratello Ali le ha perse. Loro sono poveri e ora Zohre non ha niente da mettersi ai piedi, finché non trovano una soluzione: i due divideranno lo stesso paio di scarpe. La loro idea avrà successo?
 

 
Sceneggiatura/Majid Majidi
Fotografia (colore)/ Parviz Malekzaade
Montaggio/ Hassan Hassandoost
Suono/ Mohammad Reza Delpak
Interpreti/ Mohammad Amir Naji, Amir Farrokh Hashemian, Bahare Seddiqi, Nafise Jafar-Mohammadi, Kamal Mirkarimi
Produzione/ The Institute for the Intellectual Development
of Children & Young Adults
Anno di produzione/ 1997
Durata/ 89’
 

Majid Majidi è nato a Tehran nel 1959. Cresce in questa città e all’età di quattordici anni comincia a recitare come dilettante per delle compagnie teatrali. Successivamente, studia all’Istituto di Arte Drammatica di Tehran. In seguito alla Rivoluzione Islamica del 1978, il suo interesse per il cinema lo porta a recitare in svariati film, primo fra tutti Boycott (1985) di Mohsen Makhmalbaf. Il debutto come sceneggiatore e regista lo compie con Baduk (1992). Da questo momento, dirige e scrive numerose pellicole. Il suo Children of Heaven (1997) vince il premio come miglior film al Festival Internazionale di Montreal e viene nominato per il miglior film straniero al Premio Oscar. Un’altra sua opera, The Color of Paradise, viene selezionata come uno dei migliori dieci film dell’anno 2000 dal Time Magazine e dal New York Times. Questa pellicola stabilisce inoltre un record di incassi al botteghino per un film iraniano negli Stati Uniti. Il suo recente lungometraggio, Baran, vince il premio come miglior film al Festival Internazionale di Montreal nel 2001. Nel 2002, egli produce Barefoot to Herat, un commovente documentario sui profughi nei campi afgani.Un’altra sua opera, The Color of Paradise, viene selezionata come uno dei migliori dieci film dell’anno 2000 dal Time Magazine e dal New York Times. Questa pellicola stabilisce inoltre un record di incassi al botteghino per un film iraniano negli Stati Uniti. Il suo recente lungometraggio, Baran, vince il premio come miglior film al Festival Internazionale di Montreal nel 2001. Nel 2002, egli produce Barefoot to Herat, un commovente documentario sui profughi nei campi afgani.

 

 

 

 

 

 


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