Introduzione di Italo Spinelli
 

Focus su Tehran
Omaggio a Majid Majidi
Tributo a Garin Nugroho

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Omaggio a Majid Majidi

Majid Majidi uno degli autori più rilevanti del cinema iraniano, ha cominciato a lavorare come attore con gruppi di teatro amatoriale e in seguito alla Rivoluzione Islamica, prosegue la sua carriera come attore cinematografico. Sarebbe interessante chiedersi il motivo per cui la maggior parte dei film di Majidi tratta storie di bambini. La verità è che questi film, solo apparentemente non politici, sono invece un riflesso della condizione sociale dell’Iran di oggi. I bambini sono un ritratto preciso della società iraniana. Più noi guardiamo le pellicole di Majid Majidi, più apprendiamo a decifrare i costumi e la coscienza del paese. Insieme a Abbas Kiarostami e Mohsen Makhmalbaf, Majid Majidi ha contribuito in modo sostanziale alla rinascita della cinematografia iraniana. Di tutti i cineasti, Majidi è quello più in sintonia con il gusto occidentale. Se il cinema iraniano spesso fa intravedere una tarda ripresa dei princìpi del neorealismo italiano del dopoguerra, allora Majidi potrebbe essere definito il Vittorio De Sica di questo paese. Alla stregua di De Sica, egli comincia come attore e, come De Sica, ha un interesse per i bambini, per gli attori dilettanti e per la realizzazione di commoventi rappresentazioni delle ingiustizie sociali.

Bacheha ye aseman
- Children of Heaven (I ragazzi del cielo)
Majid Majidi
1997, 89'

Khoda mi ayad - God Will Come
Majid Majidi
1995, 42'

Pedar - The Father
Majid Majidi
1996, 96'

Rang e Khoda - The Colour of Paradise
Majid Majidi
1999, 90'


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