l'asia di joris ivens

Il mio problema è di essere dove succede qualcosa di importante per un futuro migliore del mondo.

Joris ivens (1898-1989)

Nel 1937, quando filmai la lotta dei repubblicani spagnoli contro i fascisti, la stessa lotta antifascista si svolgeva dall'altra parte del globo, ove il popolo cinese si difendeva contro l'invasione del militarismo nipponico.

È proprio per dare una testimonianza di questa lotta che sono andato in Cina nel 1938 e che ho girato The 400 Million. Al termine delle riprese ho incontrato Ciu En-lai che mi ha spiegato le difficoltà che i rivoluzionari incontravano a Yenan. “Abbiamo degli operatori cinematografici – mi ha detto – ma non possediamo alcuna cinepresa”.

Terminato il mio lavoro, stavo per ritornare negli Stati Uniti. Ho quindi deciso di regalare loro la mia cinepresa portatile.

In merito a Indonesia Calling, il governatore di Giava orientale, il signor van der Pals, mi invitò a San Francisco per un colloquio. Mi chiese se me la sentivo di girare un film sulla liberazione delle Indie olandesi, che allora erano occupate dai giapponesi; allo stesso tempo avrei dovuto predisporre tutte le strutture industriali del film e diventare una specie di “commissario degli affari cinematografici”. Ero contento di poter rendere direttamente un servizio al mio paese in lotta contro il fascismo: mi chiesi però in quale modo avrei potuto farlo. Non sapeva forse il servizio informazioni di Londra e New York che avevo girato dei film in Spagna e in Cina proprio sulle guerre di liberazione di quei paesi? La risposta fu che era proprio per questo, e che negli Stati Uniti godevo di una grande fama come cineasta.

Durante la lavorazione di Come Yukong rimosse le montagne saremmo potuti andare perfino nel Tibet, ce lo hanno impedito soltanto ragioni di salute.

Eravamo davvero in una posizione privilegiata. Naturalmente dovevamo ogni volta meritare la fiducia e giustificare i nostri progetti. Ho già detto che l'argomento autorità in Cina non funziona. E lo stesso era per noi.

In ogni nuovo posto dovevamo lottare per conquistare la nostra libertà. Sapevamo che era importante perchè volevamo trattare problemi difficili e complessi, perchè il nostro tema centrale di riflessione era la Rivoluzione culturale e le trasformazioni che essa ha operato nei vari strati della società cinese.

Vorrei aggiungere che un documentario militante deve fare di più. Dopo aver informato e scosso il pubblico, deve agitarlo, mobilitarlo a diventare attivo proprio nei confronti dei problemi mostrati dal film.

 

 

L’ASIA DI JORIS IVENS
Comment Yukong deplaça les montaignes - ep. La pharmacie no. 3: Shanghai*
(Come Yukong rimosse le montagne - ep. La farmacia n. 3: Shanghai)
Joris Ivens e Marceline Loridan
79’ (Cina/Francia)
Indonesia calling*
(Indonesia chiama)
Joris Ivens
22' (Australia)
Comment Yukong deplaça les montaignes -
ep. Impressions d’une ville: Shangha
i*

(Come Yukong rimosse le montagne - ep. Impressioni di una città: Shanghai)
Joris Ivens e Marceline Loridan
60' (Cina/Francia)
The Four Hundred Million*
(I quattrocento milioni)
Joris Ivens
50' (USA)
Presentato da Stefano della Casa
alla presenza di Marceline Loridane-Ivens e di Oberdan Troiani
Comment Yukong deplaça les montaignes - ep. Une histoire de ballon: le lycée no. 31 à Pekin*
(Una storia di pallone: il liceo n. 31 a Pechino)
Joris Ivens e Marceline Loridan
19' (Cina/Francia)

 

 

 
 

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