Fino a qualche mese fa, il criterio relativo alla selezione era apparentemente semplice, raccontare il contraddittorio processo di globalizzazione economica mondiale che apre il XXI secolo all'insegna di una rivoluzione tecnologica senza precedenti.

Nel momento in cui l'idolatria della trasformazione tecnologica, del mercato liberalista e del progresso mondiale e la predominanza del futuro trionfava nel mondo, queste idee si sono sgretolate nella capitale dell'impero occidentale, a Manhattan.

Il baratro di una terza guerra mondiale ha fatto barcollare ogni fede nel progresso e la civiltà tecnologica ha dimostrato il suo potere di distruzione. Il futuro ha smesso di essere una radiosa promessa, è diventato un fosco interrogativo a cui rispondere giorno per giorno.

Per questo gli Incontri con il cinema asiatico non potevano non dedicare la giornata di apertura al tentativo di capire, attraverso i documentari d'autore, il paese che ha segnato la storia recente mondiale, là dove le immagini sembravano per sempre vietate: l'Afghanistan.

Italo Spinelli

 

 

AFGHANISTAN DOC.
Massoud, l'afgan*
(Massoud, l’afgano)
Christophe de Ponfilly
89' (Francia)
Afridi
Mario Gianni
26' (Italia)
Alla presenza dell'autore Mario Gianni
Kabul, Kabul*
Sedika Mojadidi
46' (USA)
Vies clandestines, nos années afghanes*
(Vite clandestine, i nostri anni in Afghanistan)
Christophe de Ponfilly
90' (Francia)
Under the Taliban
Paolo Grassini
35’ (Italia)
alla presenza dell’autore Paolo Grassini
I film sono in versione originale con i sottotitoli italiani
oppure *con traduzione simultanea *
 

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